IL PARCO


L'area del Parco Archeologico Didattico del Livelet si trova sulla sponda occidentale del lago di Lago, poco distante dall'omonimo centro storico nel comune di Revine Lago e in prossimità dell'emissario artificiale La Tajada.

Il Livelet è inserito in una più ampia regione di interesse naturalistico: i terreni ai margini pianeggianti dei laghi sono caratterizzati, a causa delle temporanee esondazioni in occasione di abbondanti precipitazioni, da una vegetazione tipica delle zone umide perilacustri con abbondante copertura arborea, saliceti e fragmiceti e un folto canneto nella fascia prossimale alla sponda.

 
Immagine rilievo planoaltimetrico
 
 

L'area del Livelet è strutturata in un sistema di aree didattiche e laboratori all'aperto costituito da:

  • la ricostruzione di tre capanne su palafitta
  • una struttura didattica al coperto;
  • area di accoglienza e dei servizi;
  • una struttura semi-coperta ad emiciclo destinata ai momenti di pausa tra le varie attività e alla consumazione del pranzo al sacco;
  • uno spazio riservato all'agricoltura per coltivazioni sperimentali;
  • ampi spazi per le attività laboratoriali da svolgersi all'aperto.

La costruzione del Livelet è stata preceduta da un intervento di parziale bonifica della vegetazione che ha visto la realizzazione di aree per colture, la piantagione di alberi, arbusti e di specie erbacee, in sintonia con la vegetazione autoctona e con le esigenze della fauna locale, nel rispetto delle componenti biotiche e abiotiche dell'habitat. L'area individuata per la realizzazione del Parco è stata scelta perché, rispetto a quelle limitrofe, in passato era utilizzata come deposito di materiali inerti.

Il legno è l'elemento principale per la costruzione del villaggio, della struttura didattica, dell'area pic-nic e dei servizi connessi. In particolare, per la costruzione delle capanne è stato utilizzato del legname simile a quello esistente in loco in epoca preistorica o compatibile con il contesto, cercando di garantire una ricostruzione delle strutture il più vicina possibile alla realtà del passato.



Il villaggio palafitticolo

La ricostruzione del villaggio palafitticolo si è basata, poiché non sono ancora stati elaborati dati archeologici certi sui modelli costruttivi utilizzati dagli abitanti della zona tra i due laghi, sugli studi delle tipologie di insediamento riscontrate in siti archeologici di ambiente umido o perilacustre e dagli studi etnografici sulle popolazioni che tuttora vivono in ambienti simili.

Le tre capanne, realizzate in scala reale e poste in prossimità dell'acqua, rappresentano diverse tipologie di insediamento abitativo: una realizzata su un impalcato ligneo sostenuto da grossi pali direttamente sull'acqua (71 KB), una su terraferma (73 KB) e una su bonifica (90 KB), metà su terra e metà su acqua.

Su indicazione della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Monumentali della Regione Veneto, la ricostruzione del villaggio è stata realizzata interamente in legno, in modo da garantire una ricostruzione filologica dell'intervento e una sostenibilità ambientale rispondente alle finalità del progetto. La scelta è ricaduta su legnami compatibili con la geomorfologia e i ritrovamenti archeologici dell'area ovvero castagno, abete, larice, quercia e corniolo. Le parti lignee destinate a rimanere immerse nell'acqua sono state realizzate in larice, legname scelto per le sue caratteristiche di resistenza agli agenti esterni anche se non "storicamente" presente nell'area.

La struttura di fondazione delle palafitte è stata realizzata in pali battuti in legno, mentre i tamponamenti sono stati realizzati utilizzando fasci incrociati di canne palustri, opportunamente ancorati agli elementi strutturali e rivestiti con un impasto di argilla, paglia spezzettata e sabbia, consolidato dall'aggiunta di calce. La copertura, diversa per ogni tipologia abitativa, è stata realizzata con fasci di canne dello spessore medio di 30 cm.